Ciao

di Raffaele Morese 25 Giugno, 2018

Mi sarebbe stato più facile parlare di Carniti, ancora in vita. I sentimenti di profonda amicizia, l’intensità della frequentazione fraterna, la carica di umanità e rispetto reciproci interferiscono con la volontà di guardare al suo “detto” e al suo “fatto” con distacco.

Una grande lezione di vita e di militanza

di Annamaria Furlan* 25 Giugno, 2018

Siamo qui oggi in tanti, commossi e addolorati per aver perso un amico fraterno.

Siamo qui per dare l’estremo saluto a Pierre Carniti, un grande uomo, uno straordinario sindacalista che ha segnato davvero un’epoca, lasciando un’impronta indelebile nelle relazioni sindacali, cambiando in meglio la vita di milioni di lavoratrici e lavoratori del nostro Paese.

La bussola dell’autonomia

di Franco Marini*

…………. Proprio queste ultime considerazioni di semplice realismo dovrebbero

però concorrere fortemente a riaprire un discorso deciso e coraggioso sulla prospettiva dell’unità sindacale. E poiché non ho nascosto il dissenso degli anni 70, all’interno della nostra Cisl e con Carniti sulla “vexata quaestio” unità sì – unità no, mi sento legittimato a qualche ultima battuta in merito.

Ci ha lasciato una traccia indelebile

di Giorgio Benvenuto*

“Non c’è ombra nella vita di chi ha la luce di un ideale”. E’ un bellissimo aforisma di Ferruccio Parri che descrive efficacemente Pierre Carniti. Ed oggi che non c’è

più, diventa una lezione di vita sulla quale chiamare le giovani generazioni a riflettere.

Una forte caratura umana

di Sergio Cofferati *

Pierre Carniti era un sindacalista di grande intelligenza e coraggio, caratteristiche che gli hanno consentito di guadagnarsi rispetto e credibilità anche fuori dal mondo sindacale.

https://nuovi-lavori.it/index.php/due-sindacalisti-diversi-ma-uniti-dalla-loro-  caratura-umana/

Un’altra idea della politica

di Franco Bentivogli

Ho conosciuto Pierre Carniti una sera di fine settembre 1958, in una osteria di Roserio (periferia di Milano) nei pressi dell’azienda in cui lavoravo (la FIAR CGE).

In quell’osteria – era lo stile dell’epoca – si teneva la conclusione di una “tre sere” organizzata dalla Fim-Cisl della Zona Sempione sui premi di produttività. Nel programma dell’ultima sera era previsto come relatore Pierre Carniti, presentato come esperto della materia.

Un autentico leader

di Pier Paolo Baretta*

La morte di Pierre Carniti mi riempie di dolore e di emozioni. La perdita di una persona che, sino all’ultimo respiro, ci ha richiamati alle nostre coerenze. Ci lascia disorientati e più soli.

Ci hai insegnato a sfidare il futuro

di Marco Bentivogli*

Ero piccolo, andavo alle elementari, a casa un momento di festa perché avevamo mio padre per un po’ di giorni come non era mai accaduto, perché aveva una gamba ingessata. Alla fine di una bella giornata arrivò a trovarlo Pierre Carniti, gli andai incontro, lo ricordo ricurvo perché soffriva terribilmente per un mal di schiena; immancabile, acceso o spento, il suo toscano.

Carniti è stato un grande sindacalista, in una grande epoca storica del sindacato.

Ogni grande sindacalista ha propri caratteri e propri meriti che è bene ricordare. Carniti era un atipico, un eterodosso, uno fuori da ogni schema. In un periodo di tempo fortemente ideologico e politicizzato, dove ognuno veniva classificato per la sua provenienza e appartenenza, Carniti era indefinibile.

Insegnare, mettendolo in pratica

di Luigi Viviani*

Pierre Carniti è stato certamente uno dei maggiori protagonisti del sindacato italiano del dopoguerra. Tra questi quello a cui si devono alcune delle scelte determinanti nei fatti che hanno caratterizzato la storia dell’organizzazione dei lavoratori dagli anni ’60 in poi, come la strategia dell’autunno caldo, l’autonomia e l’unità sindacale, la svolta dell’84 sulla scala mobile.

Sempre fermo nelle sue convinzioni

di Giuliano Cazzola*

La leggenda racconta che i vecchi soldati – reduci da tante battaglie e cosparsi di cicatrici per le ferite riportate (quelle inflitte all’anima non si vedono ma sono le più dolorose) – non muoiono mai: scompaiono all’improvviso nella nebbia. E da lì ritornano quando c’è bisogno di loro.

Un dono, l’amicizia

di Enzo Mattina*

Studente universitario in Giurisprudenza e lavoratore precario, nel 1960, a 20 anni, cominciai a scrivere articoli sul quindicinale Democrazia Socialistae fui sollecitato da sindacalisti della UILM, attempati ex operai del Silurificio di Baia, a scrivere articoli sulla condizione di lavoro nelle fabbriche napoletane.

Teorico dell’unità che conosceva la mossa del cavallo

di Giulia Merlo* – intervista a Fausto Bertinotti

Lei l’ha conosciuto: come definirebbe Pierre Carniti?

Un sindacalista anomalo, che combinava la fermezza strategica con una grande capacità d’invenzione. Sono difficile alla memoria aneddotica, ma questo è il tratto di lui che più mi impressionò quando lo vidi all’opera, nel 1975, durante

una trattativa sul destino di una fabbrica della Montefibre occupata a Pallanza, vicino Verbania.

https://nuovi-lavori.it/index.php/teorico-dell-unita-che-conosceva-la-mossa-del- cavallo/

L’espressione di una fiera autonomia

di Franco Lotito*

E’ scomparso uno straordinario protagonista della vita sociale e della storia sindacale del nostro Paese. “Io, Pierre Carniti avendo fatto quasi solo il sindacalista, so bene che non è una professione, un mestiere come un altro. Il fare il sindacato è cosa impossibile da dire; per me è un modo di condividere la condizione umana, economica e sociale di chi lavora”. Sono le parole che appena due anni fa egli affida a Paolo Feltrin che, con un saggio auto- biografico, lo segue nel racconto della sua vita.

Ci siamo ritrovati qui questa mattina per dare l’ultimo saluto al nostro fratello Pierre, presentarlo davanti al volto di Dio, per ringraziare il Signore di avercelo dato…

Io non ho avuto la fortuna di incontrarlo, di conoscerlo personalmente; molti di voi qui presenti sarebbero più qualificati di me per tratteggiare la figura, la personalità, la spiritualità, il servizio di Pierre a difesa degli

ultimi. Molto bella la definizione che ho trovato sui giornali: “Cattolico impegnato ed un operaista”.

L’avventura di un cristiano

di Gianni Gennari*

Pierre: così per tutti, unico anche nel nome… Ho avuto la fortuna di incontrarlo spesso, almeno per 5 anni – fine anni 80 e inizio 90 – perché aveva pensato a una rivista di cultura e politica, indipendente come lui, creativa e originale, “Il Bianco & il Rosso”,quasi come indicazione delle due visioni che in essa si incontravano: la tradizione cristiano-sociale rinnovata nella sua scelta e quella

del socialismo dal volto umano, senza cedimenti alla facile identificazione con il marxismo, e neppure con il comunismo, che in quegli anni almeno in Europa era agli sgoccioli.

Una rosa bianca tra le stelle d’estate: Pierre Carniti e il Kairòs di Francesco Lauria*

Il libro che ha “celebrato” gli ottanta anni di Carniti, riporta, tra i vari sottotitoli: “una vita senza rimpianti, Pierre Carniti e il suo tempo”.

Dalla sua uscita, un anno e mezzo, fa l’ho ripreso periodicamente in mano, avendo il privilegio anche di incontrare Pierre, l’ultima volta a casa sua, con alcuni membri dell’Associazione da lui fondata: “Astrolabio Sociale”, il 5 marzo, il giorno successivo allo sconquasso elettorale.

https://nuovi-lavori.it/index.php/una-rosa-bianca-tra-le-stelle-d-estate-pierre- carniti-e-il-kairos/

Fascino e modernità

di Giorgio Tonini*

imbarazzo, cercai di spiegargli le ragioni di quella scelta: il sindacato, i lavoratori, non proprio studenti-operai-uniti-nella-lotta, ma quasi. Senza battere ciglio, Andreatta mi sorrise dietro alla pipa e mi disse: “non si preoccupi, è comunque un modo di sostenere il capitalismo”. Non ho mai dimenticato quella lezione di demitizzazione ideologica. Ma andai a lavorare alla Cisl, con Carniti, negli anni cruciali della prima concertazione, quella culminata con l’accordo di San Valentino e poi il referendum sulla scala mobile.

L’esempio riformista

di Luigi Covatta

Nella primavera del 1993, all’esito finale della crisi della prima Repubblica, Giuliano Amato convocò nello studio di Pierre Carniti a piazza Adriana Giorgio

Benvenuto, Ottaviano Del Turco e Raffaele Morese, oltre a Giorgio Ruffolo. La location non era scelta a caso. Carniti infatti rappresentava al meglio la risorsa che per la democrazia italiana – e innanzitutto per la sinistra riformista – era costituita dai corpi intermedi. Amato propose, alla vigilia del prevedibile crollo del Psi, che i sindacalisti socialisti bruciassero i vascelli alle loro spalle e dessero il via ad un nuovo inizio, come quello che un secolo prima aveva dato vita al partito di Turati: e non fu Carniti a sottrarsi all’impegno.

Quando lavorava per abbattere i muri in chiave europea

di Stefano Ceccanti*

Ho conosciuto Pierre Carniti nel 1983 a Padova, al Congresso nazionale della Fuci. A quell’epoca, sulla base delle nostre frequentazioni coi nostri coetanei europei dell’associazionismo giovanile cattolico, cercavamo di capire come in Italia potesse essere possibile una feconda presenza del cattolicesimo democratico nella sinistra riformista, abbattendo un muro che esisteva solo da noi. L’egemonia comunista sulla sinistra aveva portato con sé un’innaturale coabitazione nella Dc di tendenze politiche che altrove erano fisiologicamente separate.

https://nuovi-lavori.it/index.php/pierre-carniti-quando-qualcuno-lavorava-per- abbattere-i-muri-in-chiave-europea/

Sindacalista vero e interprete del cambiamento

di Giuseppe Berta*

Se si dovesse indicare la figura del sindacalista che meglio ha impersonato lo spirito dell’Autunno Caldo del 1969, non ci sarebbero dubbi che la scelta cadrebbe su Pierre Carniti, scomparso ieri a 81 anni. Nessuno, infatti, al pari di lui, ha raccolto la nuova militanza operaia e sindacale apparsa alla fine degli anni Sessanta per fare di essa per alcuni anni la colonna portante dell’azione sindacale.

https://nuovi-lavori.it/ index.php/sindacalista- vero- e-interprete- del-  cambiamento/

Il pansindacalismo carnitiano non esiste

Carniti ha segnato, per la storia della Cisl, ma più in generale, per tutto il sindacato confederale, una svolta non solo della confederalità, ma anche della

sua cultura politica.

Per Carniti, infatti, il sindacato non era solo lo strumento rivendicativo, sul piano economico, ma anche lo strumento della realizzazione della giustizia sociale nella società.

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